"Scrivo questo blog a freddo, un po' perché speravo di veder svanire la sensazione che ancora mi porto dentro.
Questo weekend l'ho passato a Bellaria Igea Marina, in quel di Rimini, per il Groove City 2006, una manifestazione organizzata da Gegè e la sua cricca in onore della musica jazz funky, e giù di lì.
Sono stato molto bene, la musica ovviamente di una qualità stratosferica e artisti provenienti da tutto il mondo. Nomi sconosciuti ai più, ma che hanno calcato palchi importanti al seguito di star del pop e non, spesso mortificando la propria arte e abilità per fare accordi di vergognosa semplicità.
Poi c'era la mostra "I-VD", il pargolo che insieme a The Cube abbiamo partorito, nella biblioteca comunale con mega proiettore e sistema audio a tutto volume. Anche qui ci sono grossi propositi per il futuro, ma ho imparato due cose: con le chiacchiere e le pacche sulle spalle non si arriva da nessuna parte, e se non ci si rimbocca le maniche è tutto tempo sprecato.
Tutto ciò è accaduto in luoghi a me cari per svariati motivi: il primo è la mia infanzia, ci sono veramente cresciuto sull'Adriatico, e da piccolo ci ho passato bei momenti. Il secondo è questo legame con la musica: praticamente un anno fa "il mio cantautore preferito" ha partecipato al Festival di San Marino, e per celebrare (con Cristiano e la rispettiva donna, ignari del vero motivo) ci sono tornato, passeggiando per il centro e ricordando come la Sala Polivalente abbia avviato quello che poco alla volta sta trasformando un sogno in realtà. Sogno peraltro non mio, ma a cui mi sento legato.
Insomma sono tornato a casa a malincuore. Questa indigestione di straordinarietà, di persone e artisti stimatissimi che ti guardano come un "loro pari", che ti raccontano estasiati come la tua "opera d'arte" li abbia perfino ispirati, è molto appagante ma, ancora più appagante, è incontrarli per strada: ti salutano, poi ti ci becchi a cena e sai che quando poseranno il tovagliolo sul tavolo non sarà solo per il caffè, ma per prendere lo strumento in mano, sul palco davanti a tutti, e suonarlo come pochi al mondo sanno fare, finalmente come vogliono loro.
Ho conosciuto artisti come Irio De Paula, persona di una squisitezza e una modestia sorprendenti, ho conosciuto Dario e Alfonso Deidda, dei geni dello strumento e spassosissimi giù dal palco, ho fatto amicizia con Marcello Surace, batterista mostruosamente bravo che porta solo le Merrel, e ne ha un armadio pieno (ha i capelli grigi e una moglie). Il bello è che lui è venuto da me (spiando nella mia busta con le Merrel appena prese), mi ha chiesto se poteva vederle e (sorpresa!) sono un modello che lui non ha ancora. Le voleva pure lui poco c'è mancato che me le scippasse!
Insomma gente caciarona, che fa battute di ogni genere, che si prende per il culo a vicenda, ma che sa comunicare con la musica, toccando corde che normalmente restano dimenticate..."
...Volevo completarlo dicendo che queste "corde" una volta tornato a casa mi attaccavano una forte malinconia, e alimentavano un'enorme voglia di scappare di nuovo, di viaggiare ancora.
Beh l'ho fatto.
Tutto è nato Giovedì 20, quando fremevano i preparativi dei miei "vecchi": borse e borsette alla mano, stavano caricando la moto (erano le 3 circa) per andare in Sicilia con il gruppo BMW, al primo "Sicilytreffen".
Io invece stavo uscendo in moto per andare a prendere un adattatore da Play2 a USB: l'idea (basata sul concetto "i topi ballano") era di organizzare after-hour al pc con amici, collegando tutto alla TV e giocando con i pad della playstation.
Alla fine mi sono sbrigato, sono tornato a casa un'oretta dopo e mi sono visto gli altri compagni di viaggio già pronti a partire che, non l'avessero mai fatto, mi hanno detto "beh che stai a fare qua, vieni no?".
Effettivamente l'unica cosa che mi "bloccava" era un lavoro per l'università da consegnare il 28 che però, giusto quella mattina, era stato promosso a "pieni voti" dalla mia prof/coordinatrice. In altre parole l'unico motivo serio che mi teneva qui a Roma era sparito: il programma prevedeva di incontrarmi domenica o lunedì con alcuni del Project Work e fare gli aggiustamenti suggeriti dalla prof.
Invece sono arrivato a casa, ho preso il mio fido zainetto, l'ho riempito di magliette e mutande, ho salutato alla svelta un po' di gente e mi sono aggregato al gruppo Sicilytreffen 2006.
- Day 0: Roma - Palermo

Purtroppo non cel'ha fatta, quindi ci siamo imbarcati e l'abbiamo accodato al "gruppo due" che sarebbe partito la sera successiva con la stessa nave.
Io ci ho guadagnato una singola "esterna" tutta per me, con un mega oblò sul mare. Comodissima, spaziosissima e meglio di molti alberghi dove sono stato.
La vita di bordo deve essere noiosissima, c'era un film insulso nella sala cinema, il bar sul ponte superiore era infestato da camionisti (sono tantissimi quelli che non fanno la Salerno Reggio su gomme) e fuori c'era un freddo niente male.
Alla fine ce ne siamo tornati in cabina verso le 11, e mi sono addormentato dopo la quotidiana dose del Gattopardo. Eh sì, neanche a farlo apposta un paio di settimane fa l'ho ricominciato, giusto per conciliare il sonno. E la nave al risveglio sarebbe stata proprio nella Palermo dei Salina!
- Day 1: Palermo - San Vito Lo Capo
Il primo giorno è stato molto blando come ritmi: il trasferimento da Palermo a San Vito non è lunghissimo (la destinazione è vicino Trapani), quindi anziché fare autostrade varie ci siamo fatti tutta la costa, ammirando panorami davvero unici.

Lo sbarco è stato immediato, e ci siamo subito messi in marcia per Mondello, la spiaggia che fanno vedere al TG tutte le volte che si parla di sole e di mare "fuori stagione". Lì ci siamo fatti una bella colazione e poi di nuovo on the road, verso San Vito. All'arrivo (più o meno mezzogiorno) uno spettacolo unico: mare azzurrissimo, sabbia bianchissima, e corallo sulla spiaggia!

Dopo un bel pranzo a base di pesce (cous cous per me!) ci siamo fatti un altro giro in spiaggia e poi in albergo, dove sono svenuto fino alle 7 del pomeriggio.
Al risveglio erano praticamente tutti pronti per la cena, mentre finalmente il "ritardatario" di Ancona era riuscito ad imbarcarsi e non vedeva l'ora di raggiungerci il giorno seguente. La cena ce la siamo fatta nello stesso posto del pranzo, ristorante "Il Delfino": non troppo costoso, pesce freschissimo, piatti consigliati tonno alla griglia e couscous di pesce! Nel diario della giornata c'è anche la breve sosta a Castellammare del Golfo, o meglio sulla strada panoramica poco sopra: le foto parlano da sole...



- Day 2: San Vito Lo Capo - Cefalù
La giornata comincia con molta calma: l'appuntamento con il resto dei "mucchisti" (buona parte sbarcati a Palermo come noi) è a Trapani per l'ora di pranzo.


Il viaggio (brevissimo) sarebbe stato ameno e divertente, la strada è tutte curve, se


In compenso una volta arrivati in cima lo spettacolo è garantito: tutto curatissimo e tirato a lucido, giusta dose di antichità e il solito sole che incoccia alla grande, manco fosse luglio. Verso le 4 del pomeriggio ci siamo rimessi tutti in marcia verso Cefalù, dove abbiamo ancora percorso curve su curve (e ho compiuto nuovamente numeri da circo), per raggiungere l'albergo (enorme) dove avremmo passato la notte. Eravamo tutti un po' cotti, e soltanto in pochi dopo cena (nulla di esaltante ma comunque buona) hanno ripreso la moto per farsi un giro al centro.

- Day 3: Cefalù - Nicolosi/Catania
Lento e indolenzito risveglio, quello di Cefalù: a parte che la sera prima avevo quasi completato il Gattopardo (mi manca da leggere l'epilogo, l'ultima parte), la giornata precedente "on the road" l'ho sentita tutta sulle gambe e sulle chiappe (sempre più squadrate).
Nonostante tutto sono riuscito a riemergere in tempo per una sana colazione e, zainetto in spalla, ci siamo avviati per fare un bel giro sulle Madonie.
Il sentimento è stato a fasi alterne: da un lato volevo proseguire sul mare per godermi l'arietta salubre e l'acqua blu... dall'altro percorrere una strada seria dove mettere un po' alla frusta la moto, visto che le strade (a parte brevi tratti) o erano lunghe e dritte, o strette tortuose e scivolose.
La strada delle Madonie è in certi tratti buona, in altri un po' "provata" (ho fatto brevi tratti sterrati!!), ma il divertimento è assicurato.


Finalmente il pranzo (a Troina), in un istituto sempre molto grosso e mezzo disabitato, questa volta in un salone che (sempre più vicino) aveva la vista su questo enorme vulcano che, causa recente maltempo, ha ricevuto anche una bella inbiancata.
Dopo pranzo ci siamo riavviati verso la costa, e passando per un breve tratto di autostrada (210 di picco) siamo arrivati a Nicolosi.
Purtroppo per noi romani il viaggio si era concluso: in primis il giorno succesivo sarebbe stato il mio compleanno, inoltre alcuni della compagnia preferivano farsi un giorno in più di relax, che salire sull'Etna e partire 24 ore dopo.

- Day 4: l'epilogo

Alla fine il viaggio di ritorno si è consumato sulle poltrone di questa vibrante e rumorosissima carretta, dove l'unico modo di dormire è stato quello di accasciarsi dopo una giornata di chilometri macinati tra una curva e l'altra.
Ho comunque dormito come un sasso (sono una bestia, ma già si sapeva) e la mattina dopo c'è stata una piccola ricompensa: ho visto l'alba nel canale tra Ischia e Capri, quello che potrei chiamare una bella sorpresa di compleanno...
Finisce qui il mio diario di viaggio, e questa volta si torna davvero alla normalità. Ancora una volta c'è malinconia, ma l'ho metabolizzata bene festeggiando il mio compleanno tra amici.
E torno quindi a combattere la mia quotidianità, in scontri sempre più aspri dovuti alle influenze ormonali che ogni primavera riserva per tutti...
Fichissima tutta la cronaca, sia quella di Rimini che quella sicula, che mi fa venire una voglia di mare che non ti dico... maledetto! quelle foto!!!!!!
...waiting for friday night...
;P